New York adesso è alle spalle. Tra 18 ore lo sarà anche fisicamente.
Soddisfazione, questo è quello che mi viene da pensare di questi 130 giorni nella grande mela. Soddisfazione per averne fatto parte, per averla amata, per averla capita almeno un po', per averne assaporato il sapore pungente.
Ho già detto che mi mancheranno tanti luoghi, tante cose e tante persone, ma sono felice. Ogni momento difficile lo ricordo come un'esperienza, ogni scoperta come un nuovo mondo che mi si apriva davanti.
Sono contento di aver trovato i miei luoghi, quelli che sono diventati parte di me e che porterò con me. Viaggeranno con me Battery Park, il Trader Joe's, Brooklyn Heights, Waterside Plaza, la stanza al 26esimo piano del mio Residence, il cinema Lowes vicino casa, la Stern e l'NYU con i loro massicci palazzi, il timido East River e i suoi ponti.
Ricorderò con affetto anche l'aeroporto JFK dove sono dovuto tornare di corsa per un errore al visto sul passaporto, anche i topi che ho incontrato in giro per la città, anche quei ristoranti dove ho mangiato dove non mangerei di nuovo per nulla al mondo, anche Diner tristi e i Deli incasinati.
Adesso preparo i bagagli, domani si vola. Ci rivedremo, grande, stupefacente New York City.
Ci rivedremo presto.
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martedì 22 dicembre 2009
lunedì 21 dicembre 2009
Il pomeriggio in cui feci suonare l'allarme antincendio
Le cose stanno così. Stavo cucinando una carbonara per me, quando mi sono resto conto di non avere uova. Allora ne ho chiesto uno al mio coinquilino che non me l'ha negato.
Prima che la mia pasta fosse pronta ho pensato di ricambiare la cortesia offrendogli della carbonara, dato che avevo della pancetta in più. Dopo un po' di titubanza, e dopo aver chiesto di non metterci formaggio (eh, lo so...), lui ha accettato.
Io allora ho finito di preparare la mia pasta e ho iniziato a fare una carbonara anche per lui. Fatto sta che evidentemente la mia pancetta era un po' "fumosa": al secondo round di cottura il fumo dev'essere diventato troppo (ne ricordo di più in altre occasioni, per altre carbonare o per carni arrostite in padella, ma tant'è) ed è scattato il terribile allarme antincendio.
Siamo scesi giù al gelo (poco più di una ventina di persone, credo solo 3°, 4° e 5° piano) e dopo nemmeno 10 minuti sono arrivati i pompieri. Hanno controllato che fosse tutto ok e se ne sono andati. Nel mentre è arrivato un altro camion dei pompieri, così, tanto per non sbagliarsi.
Alla fine ci hanno fatto risalire e io ho portato la mia pasta nell'appartamento di altri italiani che hanno il microonde, così l'ho potuta mangiare calda.
Prima che la mia pasta fosse pronta ho pensato di ricambiare la cortesia offrendogli della carbonara, dato che avevo della pancetta in più. Dopo un po' di titubanza, e dopo aver chiesto di non metterci formaggio (eh, lo so...), lui ha accettato.
Io allora ho finito di preparare la mia pasta e ho iniziato a fare una carbonara anche per lui. Fatto sta che evidentemente la mia pancetta era un po' "fumosa": al secondo round di cottura il fumo dev'essere diventato troppo (ne ricordo di più in altre occasioni, per altre carbonare o per carni arrostite in padella, ma tant'è) ed è scattato il terribile allarme antincendio.
Siamo scesi giù al gelo (poco più di una ventina di persone, credo solo 3°, 4° e 5° piano) e dopo nemmeno 10 minuti sono arrivati i pompieri. Hanno controllato che fosse tutto ok e se ne sono andati. Nel mentre è arrivato un altro camion dei pompieri, così, tanto per non sbagliarsi.
Alla fine ci hanno fatto risalire e io ho portato la mia pasta nell'appartamento di altri italiani che hanno il microonde, così l'ho potuta mangiare calda.
giovedì 15 ottobre 2009
Cose su cui avrei voluto scrivere un post
Visto che molto spesso mi viene in mente di voler scrivere un post su qualcosa ma poi non lo faccio, tanto vale scrivere in breve di cosa si sarebbe trattato.
Il mio compagno di stanza è un po' strano: dorme di giorno, sta sveglio di notte, fa "riposini" dalle 8 di sera a mezzanotte, mangia in qualsiasi momento, non ha mai cucinato qualcosa (lo standard per i pasti sono i panini di Subway e la zuppa di miso), mangia alghe disseccate "nature" (quelle che si usano nella cucina giapponese), dice sempre quello che "si dovrebbe fare" e poi fa regolarmente tutto il contrario.
Forse ho trovato una pizzeria che fa la "neapolitan pizza". Anzi ce n'erano due ma ovviamente la più buona (il pizzaiolo veniva adorato come un Dio nella City) ha chiuso pochi mesi prima che venissi io per riaprire in qualche altro angolo degli USA. Comunque la pizzeria che invece è ancora in attività si trova, manco a dirlo, a Brooklyn.
Ho fatto una nuova splendida spesa di cibo italiano a Little Italy: prosciutto di parma, 2 salsicce, un salame, dado Star (!!), mozzarella e Abbracci mulino bianco. (!!!!!!!!!!!!!!).
Il primo Midterm (di Business and the Environment) è andato particolarmente e inaspettatamente bene.
Ordinare cibo on-line è la quintessenza della comodità.
Fa freddo.
C'è una profonda lotta qui tra Mac e PC people (Apple qui non è solo per pochi eletti insomma): io mi trovo proprio nel mezzo, indeciso su cosa scegliere.
Certa frutta americana è stranamente uniformemente saporita.
Il mio compagno di stanza è un po' strano: dorme di giorno, sta sveglio di notte, fa "riposini" dalle 8 di sera a mezzanotte, mangia in qualsiasi momento, non ha mai cucinato qualcosa (lo standard per i pasti sono i panini di Subway e la zuppa di miso), mangia alghe disseccate "nature" (quelle che si usano nella cucina giapponese), dice sempre quello che "si dovrebbe fare" e poi fa regolarmente tutto il contrario.
Forse ho trovato una pizzeria che fa la "neapolitan pizza". Anzi ce n'erano due ma ovviamente la più buona (il pizzaiolo veniva adorato come un Dio nella City) ha chiuso pochi mesi prima che venissi io per riaprire in qualche altro angolo degli USA. Comunque la pizzeria che invece è ancora in attività si trova, manco a dirlo, a Brooklyn.
Ho fatto una nuova splendida spesa di cibo italiano a Little Italy: prosciutto di parma, 2 salsicce, un salame, dado Star (!!), mozzarella e Abbracci mulino bianco. (!!!!!!!!!!!!!!).
Il primo Midterm (di Business and the Environment) è andato particolarmente e inaspettatamente bene.
Ordinare cibo on-line è la quintessenza della comodità.
Fa freddo.
C'è una profonda lotta qui tra Mac e PC people (Apple qui non è solo per pochi eletti insomma): io mi trovo proprio nel mezzo, indeciso su cosa scegliere.
Certa frutta americana è stranamente uniformemente saporita.
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giovedì 8 ottobre 2009
Esperienza universitaria vera
Gli studenti americani sono pazzi.
La sera prima dell'esame intermedio mi sono incontrato con i ragazzi di Business and the Environment che hanno voluto che ognuno facesse la sintesi di un pezzo del libro o di alcuni articoli.
Perché? Perché così forse tutti riescono a leggere un po' di tutto, dato che in pochi hanno letto (e figurarsi riletto) il libro prima dell'esame.
Real American Experience!
La sera prima dell'esame intermedio mi sono incontrato con i ragazzi di Business and the Environment che hanno voluto che ognuno facesse la sintesi di un pezzo del libro o di alcuni articoli.
Perché? Perché così forse tutti riescono a leggere un po' di tutto, dato che in pochi hanno letto (e figurarsi riletto) il libro prima dell'esame.
Real American Experience!
sabato 26 settembre 2009
(500) days of summer e altro
Stasera sono andato al cinema. Ho visto "(500) Days of Summer", mi è piaciuto abbastanza: originale, divertente, strano, curioso, triste, azzeccato.
Uno dei vantaggi dello stare negli Stati Uniti (!!) è che non devo aspettare che i film arrivino in Italia per vederli; d'altro canto devo però vederli in inglese, capendo al 70%, e questo è un po' un peccato. Comunque questo film esce (o almeno dovrebbe uscire) in Italia il 20 Novembre (il giorno prima del mio compleanno) e io l'ho già visto.
In italiano il film si chiamerà "(500) Giorni insieme" e questo è davvero triste: l'originalità del film parte infatti dal titolo, giacché la ragazza con la quale il protagonista ha la storia d'amore che il film racconta si chiama Summer, quindi in inglese il titolo vuol dire sia 500 giorni d'estate sia 500 giorni di Summer mentre nessuno dei due significati è stato mantenuto in italiano, peccato.
Pensate alla commedia di Oscar Wilde "The importance of being Earnest": doppio significato, in italiano ridotto ad uno con "L'importanza di chiamarsi Ernesto" ma per lo meno non azzerato come in questo caso!
Comunque è un bel film, segnatevelo se vi piacciono i film sulle storie d'amore, ma non vi aspettate una cosa sdolcinata.
P.S. Adesso che ci faccio caso questa storia della differenza tra date di uscita italiane e americane è un bel casino! Perdo tutti i film usciti prima o durante l'estate in America che escono in autunno in Italia e vedo qui tutti i film che poi potrei vedere in Italia in Inverno! Chissà quanti film dovrò vedere due volte: perlomeno la seconda volta capirò tutto quello che non ho capito la prima in inglese...
Uno dei vantaggi dello stare negli Stati Uniti (!!) è che non devo aspettare che i film arrivino in Italia per vederli; d'altro canto devo però vederli in inglese, capendo al 70%, e questo è un po' un peccato. Comunque questo film esce (o almeno dovrebbe uscire) in Italia il 20 Novembre (il giorno prima del mio compleanno) e io l'ho già visto.
In italiano il film si chiamerà "(500) Giorni insieme" e questo è davvero triste: l'originalità del film parte infatti dal titolo, giacché la ragazza con la quale il protagonista ha la storia d'amore che il film racconta si chiama Summer, quindi in inglese il titolo vuol dire sia 500 giorni d'estate sia 500 giorni di Summer mentre nessuno dei due significati è stato mantenuto in italiano, peccato.
Pensate alla commedia di Oscar Wilde "The importance of being Earnest": doppio significato, in italiano ridotto ad uno con "L'importanza di chiamarsi Ernesto" ma per lo meno non azzerato come in questo caso!
Comunque è un bel film, segnatevelo se vi piacciono i film sulle storie d'amore, ma non vi aspettate una cosa sdolcinata.
P.S. Adesso che ci faccio caso questa storia della differenza tra date di uscita italiane e americane è un bel casino! Perdo tutti i film usciti prima o durante l'estate in America che escono in autunno in Italia e vedo qui tutti i film che poi potrei vedere in Italia in Inverno! Chissà quanti film dovrò vedere due volte: perlomeno la seconda volta capirò tutto quello che non ho capito la prima in inglese...
venerdì 11 settembre 2009
Imparare gli inglesi
Quando in Italia si cerca di insegnare l'inglese, tra le altre cose si fanno ascoltare molte registrazioni di conversazioni o di presunti programmi radio. L'inglese di queste conversazioni è quello standard, quello della commessa di Tiffany o del cameriere del Ristorante alla moda. Quando però ci si immerge nella realtà quotidiana degli States si capisce che c'è da imparare molto più di un solo inglese: quello del coinquilino ispano-americano che viene da Long Island, quello del coinquilino che viene dalla Florida, quello del compagno di stanza che viene da Hong Kong ma che è nato a San Francisco, quello del professore ottantaduenne che non pronuncia ma sospira le parole, quello della signora a cui chiedi aiuto al supermercato che pronuncia "soft" "suft", quello del professore mezzo Turco (il più facile che io abbia sentito fin'ora, per fortuna), quello della professoressa indiana che allunga tutte le "u" e tanti altri tipi di inglese completamente diversi nella pronuncia e nello slang che si possono incontrare in questa terra incredibilmente complicata.
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mercoledì 9 settembre 2009
Sul punto di studiare
Eccoci qua, il momento prima di aprire i libri ed iniziare a studiare senza sosta fino a febbraio. Il piano è 7 esami in 6 mesi: follia pura.
Come se non bastasse le università americane richiedono di tenere il ritmo sempre al massimo.
Ho comprato The New York Times e sono riuscito a leggere solo un articolo. Non riesco a pensare ad altro che al fatto che devo studiare.
Pochi giorni fa non so cosa avrei dato per avere qualcosa da studiare ma, ovviamente, ora che quel qualcosa si è concretizzato, avrei voglia di fare qualsiasi altra cosa.
5 corsi in inglese, devo essere pazzo.
Però per lo meno ho voglia di provare una sala studio.
Come se non bastasse le università americane richiedono di tenere il ritmo sempre al massimo.
Ho comprato The New York Times e sono riuscito a leggere solo un articolo. Non riesco a pensare ad altro che al fatto che devo studiare.
Pochi giorni fa non so cosa avrei dato per avere qualcosa da studiare ma, ovviamente, ora che quel qualcosa si è concretizzato, avrei voglia di fare qualsiasi altra cosa.
5 corsi in inglese, devo essere pazzo.
Però per lo meno ho voglia di provare una sala studio.
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venerdì 4 settembre 2009
Very Little Italy
Oggi con i miei compagni italiani siamo andati alla ricerca di Little Italy, quella che ci ricorda che abbiamo una fetta di America, che però non è più un quartiere: è una strada. Per la precisione Mulberry Street. E' un posto pieno di ristoranti, un po' chiassoso ma meno affollato di Chinatown la quale la avvolge o quasi la sommerge. Ad ogni incrocio, guardando le insegne sulle strate perpendicolari, si possono scorgere solo parole in cinese.
Non è un "quartiere" particolarmente evocativo per chi viene dall'Italia ora a visitare gli USA, forse può esserlo di più per chi ha origini italiane e vive in America. C'è solo un posto, però, che mi ha aperto il cuore e che mi ha riportato col pensiero dritto nella cucina di mia nonna. All'incrocio tra Mulberry e Grand Street c'è una specie di salumeria, si chiama "Alleva", e vende tutto il miglior cibo che l'Italia (in particolare Napoli) produce o usa per cucinare i suoi piatti più buoni: mozzarella (vera), provola, salami, salsicce, forme di parmigiano reggiano e di grana padano, pasta di marca, caffè (anche il Kimbo di cui avevo disperatamente bisogno), Olive condite di ogni tipo e tantissimi altri tipi di formaggi e salumi esclusivamente italiani. Vendevano anche qualche rustico e della frittura da rosticceria: ho mangiato una "rice ball", un arancino, e ho sentito il sapore di casa. Nelle giornate grigie, in cui mi sentirò troppo lontano da casa, mi troverete lì.
Non è un "quartiere" particolarmente evocativo per chi viene dall'Italia ora a visitare gli USA, forse può esserlo di più per chi ha origini italiane e vive in America. C'è solo un posto, però, che mi ha aperto il cuore e che mi ha riportato col pensiero dritto nella cucina di mia nonna. All'incrocio tra Mulberry e Grand Street c'è una specie di salumeria, si chiama "Alleva", e vende tutto il miglior cibo che l'Italia (in particolare Napoli) produce o usa per cucinare i suoi piatti più buoni: mozzarella (vera), provola, salami, salsicce, forme di parmigiano reggiano e di grana padano, pasta di marca, caffè (anche il Kimbo di cui avevo disperatamente bisogno), Olive condite di ogni tipo e tantissimi altri tipi di formaggi e salumi esclusivamente italiani. Vendevano anche qualche rustico e della frittura da rosticceria: ho mangiato una "rice ball", un arancino, e ho sentito il sapore di casa. Nelle giornate grigie, in cui mi sentirò troppo lontano da casa, mi troverete lì.
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lunedì 27 ottobre 2008
Per quel che riesco a capire
Dalle elezioni americane sapremo se quella è ancora la nazione più moderna e civilmente progredita del mondo, non solo dal risultato delle elezioni, ma dalla corrispondenza dei sondaggi con la realtà. Potremmo mai fidarci di una nazione i cui cittadini si vergognano a dire che non voteranno per un nero? Mi sa che il problema è McCain non si impegna molto a dare loro un motivo esplicito per essere votato.
L'effetto Bradley, dal nome del candidato a governatore della california dato per favoritissimo una ventina di anni fa e che poi per pochissimo perse (e tutti a guardare a terra e a fischiettare in California...), se si verificherà di nuovo, darà un duro colpo alle nostre speranze verso la democrazia più democratica (?!) del mondo.
L'effetto Bradley, dal nome del candidato a governatore della california dato per favoritissimo una ventina di anni fa e che poi per pochissimo perse (e tutti a guardare a terra e a fischiettare in California...), se si verificherà di nuovo, darà un duro colpo alle nostre speranze verso la democrazia più democratica (?!) del mondo.
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