New York adesso è alle spalle. Tra 18 ore lo sarà anche fisicamente.
Soddisfazione, questo è quello che mi viene da pensare di questi 130 giorni nella grande mela. Soddisfazione per averne fatto parte, per averla amata, per averla capita almeno un po', per averne assaporato il sapore pungente.
Ho già detto che mi mancheranno tanti luoghi, tante cose e tante persone, ma sono felice. Ogni momento difficile lo ricordo come un'esperienza, ogni scoperta come un nuovo mondo che mi si apriva davanti.
Sono contento di aver trovato i miei luoghi, quelli che sono diventati parte di me e che porterò con me. Viaggeranno con me Battery Park, il Trader Joe's, Brooklyn Heights, Waterside Plaza, la stanza al 26esimo piano del mio Residence, il cinema Lowes vicino casa, la Stern e l'NYU con i loro massicci palazzi, il timido East River e i suoi ponti.
Ricorderò con affetto anche l'aeroporto JFK dove sono dovuto tornare di corsa per un errore al visto sul passaporto, anche i topi che ho incontrato in giro per la città, anche quei ristoranti dove ho mangiato dove non mangerei di nuovo per nulla al mondo, anche Diner tristi e i Deli incasinati.
Adesso preparo i bagagli, domani si vola. Ci rivedremo, grande, stupefacente New York City.
Ci rivedremo presto.
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martedì 22 dicembre 2009
giovedì 15 ottobre 2009
Cose su cui avrei voluto scrivere un post
Visto che molto spesso mi viene in mente di voler scrivere un post su qualcosa ma poi non lo faccio, tanto vale scrivere in breve di cosa si sarebbe trattato.
Il mio compagno di stanza è un po' strano: dorme di giorno, sta sveglio di notte, fa "riposini" dalle 8 di sera a mezzanotte, mangia in qualsiasi momento, non ha mai cucinato qualcosa (lo standard per i pasti sono i panini di Subway e la zuppa di miso), mangia alghe disseccate "nature" (quelle che si usano nella cucina giapponese), dice sempre quello che "si dovrebbe fare" e poi fa regolarmente tutto il contrario.
Forse ho trovato una pizzeria che fa la "neapolitan pizza". Anzi ce n'erano due ma ovviamente la più buona (il pizzaiolo veniva adorato come un Dio nella City) ha chiuso pochi mesi prima che venissi io per riaprire in qualche altro angolo degli USA. Comunque la pizzeria che invece è ancora in attività si trova, manco a dirlo, a Brooklyn.
Ho fatto una nuova splendida spesa di cibo italiano a Little Italy: prosciutto di parma, 2 salsicce, un salame, dado Star (!!), mozzarella e Abbracci mulino bianco. (!!!!!!!!!!!!!!).
Il primo Midterm (di Business and the Environment) è andato particolarmente e inaspettatamente bene.
Ordinare cibo on-line è la quintessenza della comodità.
Fa freddo.
C'è una profonda lotta qui tra Mac e PC people (Apple qui non è solo per pochi eletti insomma): io mi trovo proprio nel mezzo, indeciso su cosa scegliere.
Certa frutta americana è stranamente uniformemente saporita.
Il mio compagno di stanza è un po' strano: dorme di giorno, sta sveglio di notte, fa "riposini" dalle 8 di sera a mezzanotte, mangia in qualsiasi momento, non ha mai cucinato qualcosa (lo standard per i pasti sono i panini di Subway e la zuppa di miso), mangia alghe disseccate "nature" (quelle che si usano nella cucina giapponese), dice sempre quello che "si dovrebbe fare" e poi fa regolarmente tutto il contrario.
Forse ho trovato una pizzeria che fa la "neapolitan pizza". Anzi ce n'erano due ma ovviamente la più buona (il pizzaiolo veniva adorato come un Dio nella City) ha chiuso pochi mesi prima che venissi io per riaprire in qualche altro angolo degli USA. Comunque la pizzeria che invece è ancora in attività si trova, manco a dirlo, a Brooklyn.
Ho fatto una nuova splendida spesa di cibo italiano a Little Italy: prosciutto di parma, 2 salsicce, un salame, dado Star (!!), mozzarella e Abbracci mulino bianco. (!!!!!!!!!!!!!!).
Il primo Midterm (di Business and the Environment) è andato particolarmente e inaspettatamente bene.
Ordinare cibo on-line è la quintessenza della comodità.
Fa freddo.
C'è una profonda lotta qui tra Mac e PC people (Apple qui non è solo per pochi eletti insomma): io mi trovo proprio nel mezzo, indeciso su cosa scegliere.
Certa frutta americana è stranamente uniformemente saporita.
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giovedì 8 ottobre 2009
Esperienza universitaria vera
Gli studenti americani sono pazzi.
La sera prima dell'esame intermedio mi sono incontrato con i ragazzi di Business and the Environment che hanno voluto che ognuno facesse la sintesi di un pezzo del libro o di alcuni articoli.
Perché? Perché così forse tutti riescono a leggere un po' di tutto, dato che in pochi hanno letto (e figurarsi riletto) il libro prima dell'esame.
Real American Experience!
La sera prima dell'esame intermedio mi sono incontrato con i ragazzi di Business and the Environment che hanno voluto che ognuno facesse la sintesi di un pezzo del libro o di alcuni articoli.
Perché? Perché così forse tutti riescono a leggere un po' di tutto, dato che in pochi hanno letto (e figurarsi riletto) il libro prima dell'esame.
Real American Experience!
venerdì 2 ottobre 2009
Novità della settimana
Giusto così, per lasciare memoria di questi 5 giorni, nel caso qualcuno si fosse perso qualcosa, nel caso io mi fossi perso qualcosa:
Ristorante giapponese "all you can eat" con Arthur. Grande disappunto quando abbiamo visto che mancava il Sashimi (che c'era due domeniche prima, vai a capire perché).
Comprato il cavo per la connessione ad internet: finalmente non devo più perdere il 70% del tempo che sto al computer a cercare di pescare il segnale wi-fi della NYU.
Sono arrivati i genitori di Arthur (il mio compagno di stanza) da Hong Kong: per un'ora in casa si sentiva parlare solo cinese (credo) ed era molto divertente. I suoi genitori sono molto distinti e gli hanno portato un sacco di cibo delizioso. Sono andati alla migliore Steak House di New York (!!!): per la serie ditemelo che vengo anche io, mi pago la mia parte e potete anche parlare cinese tutto il tempo.
Il mio professore di Business and the Environment ha un ufficio incredibile: ad angolo nel palazzo della Stern, forse il migliore ufficio del dipartimento, con vista sui magnifici palazzi di NoHo.
Primo voto a un lavoro di gruppo di Marketing Research: 9/10. Non ho idea di come interpretarlo. Per inciso, il lavoro faceva schifo.
Lo Starbucks di Washington Square Park è il più affollato bar che io abbia mai visto, ma è anche uno splendido esempio di efficienza: non avete idea di quanti caffè (o cappuccini, o altre diavolerie) è capace di preparare una sola persona in dieci minuti.E non è come preparare il caffè ad un bar di Napoli.
"Tall Cappuccino, please"
Partita degli Yankees in piccionaia (i posti peggiori dello stadio, un freddo cane, grazie NYU : poi per fortuna ci siamo spostati). Le gloriose patatine fritte erano finite (dopo due soli inning, poi al sesto sono riapparse), gli Yankees hanno perso, Jeter è proprio forte ma secondo me è un po' bruttino.
Ristorante giapponese "all you can eat" con Arthur. Grande disappunto quando abbiamo visto che mancava il Sashimi (che c'era due domeniche prima, vai a capire perché).
Comprato il cavo per la connessione ad internet: finalmente non devo più perdere il 70% del tempo che sto al computer a cercare di pescare il segnale wi-fi della NYU.
Sono arrivati i genitori di Arthur (il mio compagno di stanza) da Hong Kong: per un'ora in casa si sentiva parlare solo cinese (credo) ed era molto divertente. I suoi genitori sono molto distinti e gli hanno portato un sacco di cibo delizioso. Sono andati alla migliore Steak House di New York (!!!): per la serie ditemelo che vengo anche io, mi pago la mia parte e potete anche parlare cinese tutto il tempo.
Il mio professore di Business and the Environment ha un ufficio incredibile: ad angolo nel palazzo della Stern, forse il migliore ufficio del dipartimento, con vista sui magnifici palazzi di NoHo.
Primo voto a un lavoro di gruppo di Marketing Research: 9/10. Non ho idea di come interpretarlo. Per inciso, il lavoro faceva schifo.
Lo Starbucks di Washington Square Park è il più affollato bar che io abbia mai visto, ma è anche uno splendido esempio di efficienza: non avete idea di quanti caffè (o cappuccini, o altre diavolerie) è capace di preparare una sola persona in dieci minuti.E non è come preparare il caffè ad un bar di Napoli.
"Tall Cappuccino, please"
Partita degli Yankees in piccionaia (i posti peggiori dello stadio, un freddo cane, grazie NYU : poi per fortuna ci siamo spostati). Le gloriose patatine fritte erano finite (dopo due soli inning, poi al sesto sono riapparse), gli Yankees hanno perso, Jeter è proprio forte ma secondo me è un po' bruttino.
venerdì 11 settembre 2009
Imparare gli inglesi
Quando in Italia si cerca di insegnare l'inglese, tra le altre cose si fanno ascoltare molte registrazioni di conversazioni o di presunti programmi radio. L'inglese di queste conversazioni è quello standard, quello della commessa di Tiffany o del cameriere del Ristorante alla moda. Quando però ci si immerge nella realtà quotidiana degli States si capisce che c'è da imparare molto più di un solo inglese: quello del coinquilino ispano-americano che viene da Long Island, quello del coinquilino che viene dalla Florida, quello del compagno di stanza che viene da Hong Kong ma che è nato a San Francisco, quello del professore ottantaduenne che non pronuncia ma sospira le parole, quello della signora a cui chiedi aiuto al supermercato che pronuncia "soft" "suft", quello del professore mezzo Turco (il più facile che io abbia sentito fin'ora, per fortuna), quello della professoressa indiana che allunga tutte le "u" e tanti altri tipi di inglese completamente diversi nella pronuncia e nello slang che si possono incontrare in questa terra incredibilmente complicata.
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mercoledì 9 settembre 2009
Sul punto di studiare
Eccoci qua, il momento prima di aprire i libri ed iniziare a studiare senza sosta fino a febbraio. Il piano è 7 esami in 6 mesi: follia pura.
Come se non bastasse le università americane richiedono di tenere il ritmo sempre al massimo.
Ho comprato The New York Times e sono riuscito a leggere solo un articolo. Non riesco a pensare ad altro che al fatto che devo studiare.
Pochi giorni fa non so cosa avrei dato per avere qualcosa da studiare ma, ovviamente, ora che quel qualcosa si è concretizzato, avrei voglia di fare qualsiasi altra cosa.
5 corsi in inglese, devo essere pazzo.
Però per lo meno ho voglia di provare una sala studio.
Come se non bastasse le università americane richiedono di tenere il ritmo sempre al massimo.
Ho comprato The New York Times e sono riuscito a leggere solo un articolo. Non riesco a pensare ad altro che al fatto che devo studiare.
Pochi giorni fa non so cosa avrei dato per avere qualcosa da studiare ma, ovviamente, ora che quel qualcosa si è concretizzato, avrei voglia di fare qualsiasi altra cosa.
5 corsi in inglese, devo essere pazzo.
Però per lo meno ho voglia di provare una sala studio.
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sabato 5 settembre 2009
Chi sale e chi scende a New York
Il pensiero di oggi riguarda l'università e gli studenti Asiatici. Alla New York University un buon 40% degli studenti ha tratti asiatici. Dovunque occhi a mandorla, in ogni gruppo, in ogni incontro, in ogni negozio. Così puoi immaginare come sarà l'America tra 30 anni: ancora più di oggi molti lavori del settore dei servizi saranno svolti da persone con origini dell'estremo oriente che mano a mano diventeranno buona parte della classe medio-alta degli Stati Uniti.
Per oggi basta. Buona notte.
Per oggi basta. Buona notte.
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Univestità
giovedì 3 settembre 2009
Full day...
Giornata piena (pienissima) quella appena trascorsa. Sveglia presto per poter parlare con e vedere Simona (Skype, anche se per altre cose prendi un sacco di soldi, ancora gazie). Workshop (incontro) al centro Relazioni Internazionali della NYU per i documenti dell'immigrazione. Corsa (50 dollari :-( ) all'aeroporto JFK per aggiustare dei documenti che non erano come dovevano essere; 2 hot dog, patatine e coca cola zero (4,30 dollari: troppo poco?) all'aeroporto per placare la fame; ritorno in treno/metro a Manhattan (che, sappiatelo, viene pronunciata dai NewYorkesi con la h aspirata e come se avesse una sola t) (7.50 dollari, molto meglio). Breve sosta a Manhattan (washington square park) in cui ho ritirato la tessera dell'assicurazione sanitaria e partenza per gli US Open 2009, Flashing Meadows, Queens; visti spezzoni di due partite tra donne sconosciute e il match point di Nadal (senza sapere chi dei due tennisti fosse Nadal perchè eravamo troppo in alto e aveva i capelli raccolti). Ritorno a Manhattan e spesa al supermercato (insalata e frutta finalmente). Celebrazione di compleanno di una ragazza spagnola in scambio con noi. Discussione infinita con il coinquilino di Hong Kong riguardo le rispettive lingue e l'inglese.
mercoledì 8 aprile 2009
Dear Bocconi Students....
Sarà anche una e-mail dal contenuto antipatico ma la prima mail ricevuta dalla NYU Stern mi ha fatto un po' impressione.
P.s.: scusate l'assenza ma son giorni pieni di eventi, prima o poi vi racconto un paio di cosette.
P.s.: scusate l'assenza ma son giorni pieni di eventi, prima o poi vi racconto un paio di cosette.
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