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martedì 18 maggio 2010

L'enigma dell'Ananas

Io col cibo ho un approccio geometrico.

Ogni nuova stagione mi concentro su una nuova sfida.

Ho affrontato, fra gli altri:
  • le fette di pane di segale da dividere esattamente a metà (considero una fetta e mezza la giusta porzione);
  • le fragole, da rendere mangiabili eliminando la minor parte possibile di frutto e da tagliare in modo da rendere equivalente ogni boccone;
  • le buste di surgelati di cui versare solo metà in padella;
  • i miei arcinemici, gli Abbracci Mulino Bianco, di cui cercavo di dividere la parte bianca da quella nera per mangiarle separatamente;
  • il melone, le cui fette bisogna che siano tutte della stessa grandezza;
  • le fette di Anguria, dalle quali tagliare la parte più buona, centrale e senza semi, per mangiarla per ultima e poi da mangiare partendo dal fondo e scavando con delicatezza col coltello in ogni boccone per estirpare i semi, senza recar troppo danno alla polpa;
  • le Crostatine Mulino Bianco al cioccolato, delle quali mangiavo nell'ordine prima la pasta frolla sul bordo, poi le strisce di pasta frolla in cima, poi il fondo, sempre di pasta frolla, e infine il cioccolato, che era pertanto mio obiettivo mangiare in purezza (immaginerete il mio disappunto quando trovavo le crostatine maciullate da troppi scossoni dello zaino);
Adesso il mio cruccio è l'Ananas. La compro intera e poi la taglio nel pomeriggio, per prepararla per i pasti successivi. Mi sono convinto che la dose giusta per una cena sia di un terzo di ananas. Per questo motivo la divido prima in due parti uguali e poi ciascuna delle metà in terzi, ricavando quindi sei pezzi che desidererei essere identici. Fin qui, tutto bene.
Il vero problema è la massimizzazione della polpa edibile. In effetti l'ananas ha due punti sensibili: la buccia e il centro turgido. Per il secondo non c'è problema, al massimo si rosicchia la parte di polpa che non doveva essere tolta.
Il vero problema è la buccia. Il mio obiettivo sarebbe tagliare una fetta di polpa da mangiare con forchetta e coltello, senza dover ricavare altra dalla polpa dalla buccia. L'ananas, però, nasconde dietro una forma apparentemente semplice, un'infinità di punti frastagliati, un'ardita compenetrazione tra buccia e polpa. C'è poi il problema della curvatura: il taglio del coltello è dritto e spesso abbandona ad un triste destino una parte succulenta.

Come fare? Tagliarla a fette più piccole per evitare un'eccessiva curvatura? Sbucciare con una tecnica diversa per seguire l'andamento della buccia? Cambiare frutto e passare alle scialbe prugne e alle tristi arance?

Che però, a pensarci, anche le arance creano i loro problemi...

giovedì 15 ottobre 2009

Cose su cui avrei voluto scrivere un post

Visto che molto spesso mi viene in mente di voler scrivere un post su qualcosa ma poi non lo faccio, tanto vale scrivere in breve di cosa si sarebbe trattato.

Il mio compagno di stanza è un po' strano: dorme di giorno, sta sveglio di notte, fa "riposini" dalle 8 di sera a mezzanotte, mangia in qualsiasi momento, non ha mai cucinato qualcosa (lo standard per i pasti sono i panini di Subway e la zuppa di miso), mangia alghe disseccate "nature" (quelle che si usano nella cucina giapponese), dice sempre quello che "si dovrebbe fare" e poi fa regolarmente tutto il contrario.

Forse ho trovato una pizzeria che fa la "neapolitan pizza". Anzi ce n'erano due ma ovviamente la più buona (il pizzaiolo veniva adorato come un Dio nella City) ha chiuso pochi mesi prima che venissi io per riaprire in qualche altro angolo degli USA. Comunque la pizzeria che invece è ancora in attività si trova, manco a dirlo, a Brooklyn.

Ho fatto una nuova splendida spesa di cibo italiano a Little Italy: prosciutto di parma, 2 salsicce, un salame, dado Star (!!), mozzarella e Abbracci mulino bianco. (!!!!!!!!!!!!!!).

Il primo Midterm (di Business and the Environment) è andato particolarmente e inaspettatamente bene.

Ordinare cibo on-line è la quintessenza della comodità.

Fa freddo.

C'è una profonda lotta qui tra Mac e PC people (Apple qui non è solo per pochi eletti insomma): io mi trovo proprio nel mezzo, indeciso su cosa scegliere.

Certa frutta americana è stranamente uniformemente saporita.