New York adesso è alle spalle. Tra 18 ore lo sarà anche fisicamente.
Soddisfazione, questo è quello che mi viene da pensare di questi 130 giorni nella grande mela. Soddisfazione per averne fatto parte, per averla amata, per averla capita almeno un po', per averne assaporato il sapore pungente.
Ho già detto che mi mancheranno tanti luoghi, tante cose e tante persone, ma sono felice. Ogni momento difficile lo ricordo come un'esperienza, ogni scoperta come un nuovo mondo che mi si apriva davanti.
Sono contento di aver trovato i miei luoghi, quelli che sono diventati parte di me e che porterò con me. Viaggeranno con me Battery Park, il Trader Joe's, Brooklyn Heights, Waterside Plaza, la stanza al 26esimo piano del mio Residence, il cinema Lowes vicino casa, la Stern e l'NYU con i loro massicci palazzi, il timido East River e i suoi ponti.
Ricorderò con affetto anche l'aeroporto JFK dove sono dovuto tornare di corsa per un errore al visto sul passaporto, anche i topi che ho incontrato in giro per la città, anche quei ristoranti dove ho mangiato dove non mangerei di nuovo per nulla al mondo, anche Diner tristi e i Deli incasinati.
Adesso preparo i bagagli, domani si vola. Ci rivedremo, grande, stupefacente New York City.
Ci rivedremo presto.
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martedì 22 dicembre 2009
giovedì 8 ottobre 2009
Esperienza universitaria vera
Gli studenti americani sono pazzi.
La sera prima dell'esame intermedio mi sono incontrato con i ragazzi di Business and the Environment che hanno voluto che ognuno facesse la sintesi di un pezzo del libro o di alcuni articoli.
Perché? Perché così forse tutti riescono a leggere un po' di tutto, dato che in pochi hanno letto (e figurarsi riletto) il libro prima dell'esame.
Real American Experience!
La sera prima dell'esame intermedio mi sono incontrato con i ragazzi di Business and the Environment che hanno voluto che ognuno facesse la sintesi di un pezzo del libro o di alcuni articoli.
Perché? Perché così forse tutti riescono a leggere un po' di tutto, dato che in pochi hanno letto (e figurarsi riletto) il libro prima dell'esame.
Real American Experience!
venerdì 2 ottobre 2009
Novità della settimana
Giusto così, per lasciare memoria di questi 5 giorni, nel caso qualcuno si fosse perso qualcosa, nel caso io mi fossi perso qualcosa:
Ristorante giapponese "all you can eat" con Arthur. Grande disappunto quando abbiamo visto che mancava il Sashimi (che c'era due domeniche prima, vai a capire perché).
Comprato il cavo per la connessione ad internet: finalmente non devo più perdere il 70% del tempo che sto al computer a cercare di pescare il segnale wi-fi della NYU.
Sono arrivati i genitori di Arthur (il mio compagno di stanza) da Hong Kong: per un'ora in casa si sentiva parlare solo cinese (credo) ed era molto divertente. I suoi genitori sono molto distinti e gli hanno portato un sacco di cibo delizioso. Sono andati alla migliore Steak House di New York (!!!): per la serie ditemelo che vengo anche io, mi pago la mia parte e potete anche parlare cinese tutto il tempo.
Il mio professore di Business and the Environment ha un ufficio incredibile: ad angolo nel palazzo della Stern, forse il migliore ufficio del dipartimento, con vista sui magnifici palazzi di NoHo.
Primo voto a un lavoro di gruppo di Marketing Research: 9/10. Non ho idea di come interpretarlo. Per inciso, il lavoro faceva schifo.
Lo Starbucks di Washington Square Park è il più affollato bar che io abbia mai visto, ma è anche uno splendido esempio di efficienza: non avete idea di quanti caffè (o cappuccini, o altre diavolerie) è capace di preparare una sola persona in dieci minuti.E non è come preparare il caffè ad un bar di Napoli.
"Tall Cappuccino, please"
Partita degli Yankees in piccionaia (i posti peggiori dello stadio, un freddo cane, grazie NYU : poi per fortuna ci siamo spostati). Le gloriose patatine fritte erano finite (dopo due soli inning, poi al sesto sono riapparse), gli Yankees hanno perso, Jeter è proprio forte ma secondo me è un po' bruttino.
Ristorante giapponese "all you can eat" con Arthur. Grande disappunto quando abbiamo visto che mancava il Sashimi (che c'era due domeniche prima, vai a capire perché).
Comprato il cavo per la connessione ad internet: finalmente non devo più perdere il 70% del tempo che sto al computer a cercare di pescare il segnale wi-fi della NYU.
Sono arrivati i genitori di Arthur (il mio compagno di stanza) da Hong Kong: per un'ora in casa si sentiva parlare solo cinese (credo) ed era molto divertente. I suoi genitori sono molto distinti e gli hanno portato un sacco di cibo delizioso. Sono andati alla migliore Steak House di New York (!!!): per la serie ditemelo che vengo anche io, mi pago la mia parte e potete anche parlare cinese tutto il tempo.
Il mio professore di Business and the Environment ha un ufficio incredibile: ad angolo nel palazzo della Stern, forse il migliore ufficio del dipartimento, con vista sui magnifici palazzi di NoHo.
Primo voto a un lavoro di gruppo di Marketing Research: 9/10. Non ho idea di come interpretarlo. Per inciso, il lavoro faceva schifo.
Lo Starbucks di Washington Square Park è il più affollato bar che io abbia mai visto, ma è anche uno splendido esempio di efficienza: non avete idea di quanti caffè (o cappuccini, o altre diavolerie) è capace di preparare una sola persona in dieci minuti.E non è come preparare il caffè ad un bar di Napoli.
"Tall Cappuccino, please"
Partita degli Yankees in piccionaia (i posti peggiori dello stadio, un freddo cane, grazie NYU : poi per fortuna ci siamo spostati). Le gloriose patatine fritte erano finite (dopo due soli inning, poi al sesto sono riapparse), gli Yankees hanno perso, Jeter è proprio forte ma secondo me è un po' bruttino.
mercoledì 8 aprile 2009
Dear Bocconi Students....
Sarà anche una e-mail dal contenuto antipatico ma la prima mail ricevuta dalla NYU Stern mi ha fatto un po' impressione.
P.s.: scusate l'assenza ma son giorni pieni di eventi, prima o poi vi racconto un paio di cosette.
P.s.: scusate l'assenza ma son giorni pieni di eventi, prima o poi vi racconto un paio di cosette.
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