giovedì 17 marzo 2011

Italia

Capelli grigi, un po' di acciacchi, lo sguardo distratto di occhi celeste chiaro lucidi, uno scialle a maglia grossa, un sorriso leggero.

Insomma una nonna semplice, di provincia, di quelle che ogni tanto aprono la finestra per far cambiare aria e poi ne approfittano per concedersi un po' di riposo e dare uno sguardo fuori.

Non so se posso parlare per la mia generazione. Non credo. Ma l'Italia, per me, è così. Auguri.

giovedì 27 gennaio 2011

Quello di cui c'è bisogno

Cambio di passo.
Cattiveria.
Luce.
Zucchero.
Caffeina.
Una faccia incazzata.
Prepotenza.
Fiducia in se stessi.

lunedì 27 dicembre 2010

L'Acqua Bolle

Scriverò in codice (o per metafora) del perché scrivo in codice.

Versione 1:

Quando sei a cena con la tua ragazza, cerchi il modo giusto per esprimere le tue emozioni, i tuoi sentimenti, insomma, tutto quello che pensi. In altre parole cerchi di non creare situazioni spiacevoli ma ti esprimi. Abbastanza semplice.

Quando invece sei single, tutto diventa più complicato. Ogni singola parola ha diversi livelli di interpretazione da fare prima di arrivare al semplice significato della comunicazione. Ci sono pensieri, strategie, contesti, rapporti, umori, collegamenti che generano supposizioni, idee, ripensamenti, fraintendimenti, liti. Un disastro.

Ora sono single.


Versione 2:

Il piano è inclinato verso la collina più dolce. Così, una volta che la biglia avrà acquisito velocità, potrà superare quel dislivello per poi raggiungere un nuovo piano inclinato.

Versione 3:

L'acqua bolle, versate la pasta. Ripeto: versate la pasta.

lunedì 22 novembre 2010

Manca poco?

In lontananza si intravede solo la schiuma di un mare in tempesta.

Quello che si sente è il fragore delle onde che si infrangono sugli scogli stanchi? O forse è solo lo scricchiolare della ghiaia sotto i miei passi incerti?

Nuvole grigie su un orizzonte inesplorato. Il mio lavoro: far sì che si alzi un vento caldo e deciso che possa spazzarle via.

E, magari, non farmi immobilizzare da questa tetra atmosfera.

(Oddio, che pensieri cupi)

giovedì 18 novembre 2010

Sdong

Chi lo sa quando ho scritto queste parole, non lo ricorderò nemmeno quando appariranno pallide su qualche schermo.

Parole di frustrazione e di tristezza, almeno questo dicono di essere.

Non c'è soluzione, non c'è alternativa, non c'è alcuna via d'entrata, figurarsi di uscita.

Cosa? Tutto, contemporaneamente, in un unico movimento stonato. Sdong.

Le circostanze, gli interlocutori, gli eventi, i luoghi, le prospettive, niente è d'aiuto. Ma niente potrebbe esserlo.
Poi rileggi, dopo mesi che sembrano secoli e sorridi provando pietà per te stesso. Beh, questo non cambia niente.

Sono fatto per l'azione, o forse per il pensiero attivo, non per questo stare sospeso e aspettare che le difficoltà vengano a cozzare contro di me.

Tutto cambia, niente cambia, il solito stupido gioco di parole. Il senso, invece, è già da qualche altra parte.

sabato 4 settembre 2010

Una Fresca Notte d'Estate

E' l'una e undici minuti, ora che inizio a scrivere.

Non è troppo tardi, ma certo non è presto per niente, mi spiega il mio orologio biologico, nonostante abbia motivo di dubitare della sua precisione.

Mi ha spinto una voglia di scrivere, di quelle intense e concrete, senza via di scampo.

E' una notte fresca, allegra, docile. Una notte di pensieri e di vento, oltre che di cani e di gatti.
Luci sparse, scie di percorsi indecisi, soste fumose di veicoli spenti.

Silenzio.

Lo strano silenzio che c'è sempre ma che noti solo quando hai il cervello, lucido, limpido, ma pochi pensieri che lo solcano.

Ma quando lo senti, il silenzio, lui si sente in dovere di sorprenderti. Allora stridono gli pneumatici di un auto che passa, non c'è il botto, nonostante la frenata lunga, dal rumore si direbbe anche convulsa. Chissà che i miei non abbiano pensato, svegliandosi appena: "Davide".

Un quarto d'ora di pensieri può racchiudere il senso di un intera giornata. Già.

Le parole non dette non esistono, non è vero che valgono più di quelle che qualcuno ha davvero udito. Che poi esse stesse, valgono comunque davvero poco. Parliamo degli altri, per parlare di noi, o per non restare in silenzio.

Gatto rosso, gatto bianco e grigio, gatto bianco, gatto bianco e nero. Sarei disposto a preparare quattro ciotole di croccantini, se sapessi che ciascuno di loro ne riconosce una come propria, come casa, sebbene sia difficile dire cosa significhi per noi, figuriamoci per quattro gatti di strada.

domenica 22 agosto 2010

In 365 giorni.

Il mio letto si è spostato da Trecase a New York, da New York a Miami e ritorno, da New York a Trecase, da Trecase a Milano e ritorno (diverse volte), da Trecase a Perpignan (e ritorno),da Trecase a Stoccolma, da Stoccolma a Copenaghen, da Copenaghen a Trecase, da Trecase a Porto Santo Stefano, da Porto Santo Stefano all'Isola del Giglio e dall'Isola del Giglio a Trecase.

Sono un po' stanco.



Quando si ricomincia?

martedì 29 giugno 2010

Miagolio pigro

Non è proprio che ho un gatto, anche perché non sono mai a casa per più di due settimane di fila.

Piuttosto è il gatto che ha me. Una gatta, per la precisione. Incinta, forse, come tutte le gatte del mondo.

Sarebbe randagia ma sembra abbastanza contenta della compagnia umana. Arriva di sorpresa e miagola. Poi si piazza nel cortile e continua a miagolare, finché non vado a farle compagnia: poi però non è che sappia bene cosa farsene della mia presenza: non chiede altro cibo oltre i croccantini che le fornisco quotidianamente, si struscia sulle mie gambe, fa qualche saltello e poi si siede sulle zampe posteriori e non miagola più. Allora io mi allontano e lei ricomincia a miagolare, sicura che io sia scemo, dato che non capisco che non me ne devo andare

Ieri sera mi ha portato a fare una passeggiata. Ha camminato affianco a me per un centinaio di metri, nei vicoletti dietro casa mia, e poi si è annoiata e si è infilata in un giardino.

Apparirà di nuovo stasera, o domani, o chissà quando, sotto il limone o all'ombra del cercis, miagolando pigra, con gli occhi socchiusi.

mercoledì 19 maggio 2010

La resistenza delle barrette.

Parlando di strane abitudini alimentari...

Sebbene pian piano io stia imparando che cosa siano i grassi idrogenati e che i cibi preconfezionati sarebbero da evitare, io la mattina, appena sveglio, bevo un caffè e mangio una barretta di cereali con cioccolato "Special K" della Kellogg's.

Da qualche mese, ha fatto capolino al supermercato la nuova versione di queste barrette: hanno una consistenza diversa (sono meno "solide", sembra che invece che di cereali siano fatte di riso soffiato, e forse è davvero così), un sapore più dolce (in realtà si potrebbe dire "un sapore più finto"), sono più piccole e sono leggermente più caloriche.

Adesso io sto combattendo una guerra che so di dover perdere contro queste nuove barrette. Le vecchie stanno per essere completamente rimpiazzate e io sto cercando di comprare tutte quelle che trovo al supermercato per ritardare il più possibile il momento dell'addio.

Come farò quando resteranno solo le nuove? Potò sopportare una tale rivoluzione delle mie abitudini? Perché mi fai questo, Kellogg's, perché?