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giovedì 18 novembre 2010

Sdong

Chi lo sa quando ho scritto queste parole, non lo ricorderò nemmeno quando appariranno pallide su qualche schermo.

Parole di frustrazione e di tristezza, almeno questo dicono di essere.

Non c'è soluzione, non c'è alternativa, non c'è alcuna via d'entrata, figurarsi di uscita.

Cosa? Tutto, contemporaneamente, in un unico movimento stonato. Sdong.

Le circostanze, gli interlocutori, gli eventi, i luoghi, le prospettive, niente è d'aiuto. Ma niente potrebbe esserlo.
Poi rileggi, dopo mesi che sembrano secoli e sorridi provando pietà per te stesso. Beh, questo non cambia niente.

Sono fatto per l'azione, o forse per il pensiero attivo, non per questo stare sospeso e aspettare che le difficoltà vengano a cozzare contro di me.

Tutto cambia, niente cambia, il solito stupido gioco di parole. Il senso, invece, è già da qualche altra parte.

sabato 24 aprile 2010

Google can't be wrong

Ogni tanto mi ricordo perché, ricercando su Google "Triste sabato sera", questo blog sia in cima ai risultati.

mercoledì 20 gennaio 2010

Decadenza

Gennaio non è più giovane, scorre torbido già da un po' negli sguardi stanchi. Gli echi degli schiamazzi delle vacanze sono alle spalle, un po' nauseabondi per il "troppo senza criterio", per il "c'è chi non ne ha mai abbastanza". Il panettone mangiato a metà giace intonso da giorni nella dispensa, il pandoro mai aperto occupa spazi inconsueti, incerto sul proprio destino.
L'inverno ha solo mosso i primi cauti passi, ma non si vorrebbe pensare ad altro che all'anno che è iniziato, agli impegni primaverili, a un Luglio di cambiamenti, ad un Settembre di novità. Gennaio è un triste richiamo agli impegni, Febbraio è già morto, Marzo poi si vedrà.

Avvolto da queste nuvole grigie, per le strade, sui balconi di alcune case e sulle insegne di alcuni esercizi commerciali, qualcosa ogni anno darà il colpo di grazia al tuo animo incupito. I carnefici saranno stelle luminose stonate, strisce di luci natalizie ormai opache adagiate sui corrimano, ghirlande appassite (benché di plastica!) che adornano sfacciate i più improbabili antri. E' la sconfitta del mondo civilizzato, l'indolenza del "lo so ma non devo provvedere io, non oggi almeno", il suono sbiadito di un orchestra dismessa.

Verranno ore di luce senza rimpianti, colori palpitanti e allegri, pentole di parole interessanti e vitali, ma cominci a non crederci, mentre nauseato boccheggi, osservando l'apice della decadenza.

martedì 23 giugno 2009

Seduto

Da poco passata la mezzanotte ma potrebbe essere qualsiasi ora. Televisione lontana, voci antipatiche. Semi di ciliegie sparsi. Fuori si sente il ticchettio della pioggia accompagnato da tuoni scomposti. Arriva l'odore del sigaro che mio padre sta fumando poco lontano dalla mia finestra. Notizie di cronaca, di politica, di sport attraversano il mio campo visivo, veloci, inutili, lontane. Non ho sonno, dosi di caffeina sconnesse hanno disordinato il mio ritmo. Avrei voglia di vedere un bel film, oppure di studiare per bene, oppure di leggere un buon libro: ma non faccio niente di tutto questo. Resto fermo qui, su questa sedia, a farmi attraversare da questa triste notte d'estate.