Capelli grigi, un po' di acciacchi, lo sguardo distratto di occhi celeste chiaro lucidi, uno scialle a maglia grossa, un sorriso leggero.
Insomma una nonna semplice, di provincia, di quelle che ogni tanto aprono la finestra per far cambiare aria e poi ne approfittano per concedersi un po' di riposo e dare uno sguardo fuori.
Non so se posso parlare per la mia generazione. Non credo. Ma l'Italia, per me, è così. Auguri.
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giovedì 17 marzo 2011
domenica 2 maggio 2010
Zombies
Al Ristorante Giapponese, da solo, la domenica mattina.
Finito il pranzo la cameriera mi si avvicina e chiede: "Caffè?". Io rispondo: "Sì, grazie". Lei chiede ancora: "Uno solo, sì?", e poi se ne va, capendo di non dover aspettare una risposta.
Al tavolo affianco al mio, intanto, una anziana signora dice al figlio: "... è sempre stata una persona equilibrata, infatti è della Bilancia...".
Finito il pranzo la cameriera mi si avvicina e chiede: "Caffè?". Io rispondo: "Sì, grazie". Lei chiede ancora: "Uno solo, sì?", e poi se ne va, capendo di non dover aspettare una risposta.
Al tavolo affianco al mio, intanto, una anziana signora dice al figlio: "... è sempre stata una persona equilibrata, infatti è della Bilancia...".
martedì 20 aprile 2010
Lost in mimic
Oggi sono andato al bar dell'università, tra una lezione ed un'altra, per prendere un caffè.
Era stato un po' difficile svegliarmi, la lezione di Scienza delle Finanze era stata soporifera ed ero quindi molto stanco.
Erano le 12.30 e molti ragazzi stavano pranzando. C'era una fila abbastanza lunga e caotica davanti alla cassa, poiché è in comune tra bar e mensa.
Con stile forse meridionale, forse solo campano, mentre un nugolo di ragazze si allontanava con lo scontrino in mano, non potendomi ancora avvicinare, ho sussurrato alla cassiera (o meglio, forse, ho mimato le parole con la bocca):"Un caffè".
Lei mi ha chiesto un euro e mi ha porto un Krapfen.
Era stato un po' difficile svegliarmi, la lezione di Scienza delle Finanze era stata soporifera ed ero quindi molto stanco.
Erano le 12.30 e molti ragazzi stavano pranzando. C'era una fila abbastanza lunga e caotica davanti alla cassa, poiché è in comune tra bar e mensa.
Con stile forse meridionale, forse solo campano, mentre un nugolo di ragazze si allontanava con lo scontrino in mano, non potendomi ancora avvicinare, ho sussurrato alla cassiera (o meglio, forse, ho mimato le parole con la bocca):"Un caffè".
Lei mi ha chiesto un euro e mi ha porto un Krapfen.
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