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domenica 7 marzo 2010

Domenica sera, allontanandoci a 300 km/h

Non ho più scuse per non cominciare a studiare e allora scrivo qualcosa sul blog.

Simona è appena partita. E' un periodo difficile, siamo tutti carichi di interrogativi.
Milano è stata fredda durante il week-end, ma ci siamo fatti bastare un paio di guanti.
Non ho niente da fare, ho tante cose da fare.
"A single man" è un bel film, non solo nel senso letterale del termine.
Quando, scoperchiando il piatto, la cameriera ha detto "e questo è il fumo della griglia", mi sono quasi commosso.
Ci si sente più liberi a camminare per casa in mutande con altre persone in giro?
Sapere che un numero è pari, maggiore di due, strettamente minore di 10 e di un altro numero pari e strettamente maggiore di un altro numero pari, mi basta per sapere che numero è.
Per una settimana niente cinema, la settimana dopo 3 sere a cinema.
Le cene al ristornate giapponese sono deducibili dall'imponibile IRPEF?
Con una detrazione di 10 centesimi a biscotto mangiato non pagherei mai le tasse in vita mia.
Forse perché so che avrei bisogno di un periodo di dieta mi viene la nausea quando vedo la Fesa di Tacchino a fette e l'insalata al supermercato.
Tra 6 mesi mi sentirete cantare "La Gatta" di Gino Paoli.

domenica 8 novembre 2009

Diete Metropolitane

Stare a dieta a New York mette a rischio la tua salute mentale. Biscotti, donuts (ciambelle!), muffin, bagel, brownies, cupcakes, fette di torta e tante altre golosissime diavolerie ti assalgono ad ogni passo in questa città di smog candito, di cemento caramellato, di asfalto glassato, di alberi fondenti. Un turbinio di calorie ti avvolge, coccola, sussurra parole zuccherose alle tue orecchie affamate.
Il peggio, però, arriva quando hai abbassato la guardia, soddisfatto della tua resistenza, ringalluzzito dalla convinzione di aver dimostrato una tempra d'acciaio: i biscotti più buoni, quelli adorati e irreperibili, ti si offrono gratuitamente, su un vassoio all'esterno di un ufficio, ad un free buffet a cui sei capitato quasi per caso o addirittura entrano in casa innocentemente sfornati da vicini di appartamento inconsapevoli. E sei sconfitto.

La dieta a Milano invece è un gioco da ragazzi. A Milano i dolci sono timidi, impacchettati, stantii, plasticosi, ripetitivi. Le calorie a Milano si offendono se non vengono assunte con parsimonia e coerenza. I carboidrati e gli zuccheri milanesi, come animali selvaggi, scappano appena ti sentono avvicinarti. Le golosità milanesi sono standardizzate nel modo sbagliato, regolari, prevedibili, ostacoli evitabili anche dal più principiante degli slalomisti. A Milano, almeno questa battaglia, si vince facile.